Villaggio Club Le Ginestre - Il Sito Ufficiale .

Il Territorio

La meravigliosa terra di Calabria non offre solo uno splendido mare, ma anche luoghi suggestivi  e ricchi di storia. Presso la reception del villaggio "Le Ginestre" riceverete tutte le informazioni per dedicarvi alla scoperta della natura e della storia della Calabria e in specialmodo dell'Alto Jonio cosentino e delle vicine località  più suggestive della Basilicata (Matera capitale europea della cultura 2019) e della Puglia (Alberobello). Vi proponiamo qui di seguito alcuni itinerari ricchi di fascino che, per le immediate vicinanze al Villaggio, potrete effettuare anche in poche ore.

Da Villapiana verso Plataci (Km.16): A pochi chilometri dal lido, nell’entroterra, si raggiunge Villapiana, il paese situato a circa 200 metri di altezza, conserva un interessante centro storico da dove è possibile ammirare un affascinante panorama. Salendo verso la piacevole strada che conduce  in montagna si arriva in pochi minuti a Plataci, bellissimo paese di tradizione e lingua albanese posto, a oltre 900 metri di altezza, nel Parco del Pollino. Di qui il colpo d’occhio è di rara bellezza:  vi appare, infatti, distintamente buona parte dello stivale della penisola. A passeggio nei vicoli di Plataci potrete ammirare tradizioni di un tempo passato.

Roseto Capo Spulico: A circa 15 km da Villapiana Lido, lungo la costa, verso Taranto, si incontra Roseto Capo Spulico, cittadina lambita da una sottile spiaggia e circondata da mura medioevali. Di particolare bellezza è il castello incastonato su una roccia a picco sul mare. L’antica fortificazione del XV secolo (taluni fanno risalire la sua edificazione ad opera dei normanni del secolo  XI) costituisce un importante esempio di architettura militare.

Sibari (Km. 8): Ci si dirige a sud di Villapiana Lido, verso la Piana di Sibari, per visitare la città omonima, uno dei più grandi ed antichi centri della Magna Grecia, fu fondata dagli Achei  che si stabilirono in questo territorio attorno al 730-720 a.C.; ricca e potente, con una popolazione di 100.000 abitanti, Sibari era famosa, nel mondo antico, per l’opulenza e la lussuria dei suoi costumi. Gli scavi finora effettuati hanno messo in luce numerosi reperti. I tesori ritrovati sono custoditi nel Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide ubicato presso l’area degli scavi.

Parco Nazionale del Pollino: Il massiccio del Pollino, di suggestiva bellezza, segna il confine tra la Basilicata e la Calabria, l’unico da cui i mari visibili sono addirittura tre: lo Ionio, il Tirreno e l’Adriatico. La punta più alta è la Serra Dolcedorme, seguita dal monte Pollino e dalla Serra del Prete. La natura calcarea del massiccio viene evidenziata dai  pianori ricchi di doline e grotte, dagli orridi come quello spettacolare di Raganello e dall’abisso del Bifurto, che con i suoi 683 metri è la più profonda voragine del sud.

Corigliano Calabro (Km. 28): In epoca anteriore al X secolo, nella località di “Cantinella”, si era insediato un monastero di monaci greco-bizantini, dedicato a San Mauro, intorno al quale si era sviluppato un piccolo borgo. In seguito ad un’incursione araba del 977 da parte dell’emiro di Palermo, al Quasim, molti degli abitanti si spostarono in luoghi più elevati, determinando lo sviluppo del piccolo villaggio di Corellianum (il cui nome indicherebbe un podere di “Corellio”) sul colle detto  "del serratore”.

Altomonte (46 km.): A soli 500 metri d’altezza, ma circondato dalla maestosa corona dei monti del Pollino (m. 2248), anfiteatro naturale allo spettacolo azzurro del Golfo di Taranto e del Mar Ionio; è affacciato da un verde crinale di macchia mediterranea, quasi a specchiarsi nel lago artificiale della Valle dell’Esaro attraversata in ogni dove da lucenti corsi d’acqua. Paese fortunato Altomonte, ove una natura generosa ha profuso a piene mani i suoi doni, ma ove il disegno dell’uomo l’ha superata in splendore e meraviglie.

Grotte di S. Angelo a Cassano allo Ionio (Km.27). A nord della città, nelle viscere del Monte San Marco, si dirama uno dei sistemi carsici più importanti d'Italia, il più lungo della Calabria (2653 m.), conosciuto con il nome di Grotta S. Angelo, il cui sistema sottorraneo è costituito da tre cavità collegate da cunicoli naturali: Grotta S. Angelo Inferiore (1325 m.), Grotta Superiore di S. Angelo (1005 m.) e Grotta Sopra le Grotte di S. Angelo (233 m.).

Grotte delle Ninfe (14 Km.) – L'Abisso del Bifurto (Km.17) - Cerchiara (Km. 20) – il Santuario della Madonna delle Armi (32 Km.): A pochi chilometri dal Villaggio dista la Valle del Caldonello, dove un sentiero conduce ad una sorgente di acqua sulfurea che sgorga da un anfratto naturale, quello della Grotta delle Ninfe il cui antro presenta una volta di oltre 20 metri. Si procede verso l’abitato di Cerchiara di Calabria, ed è possibile ammirare il vertiginoso abisso del Bifurto e,  superata Cerchiara, sul Monte Sellaro, la Grotta Serra del Gufo  (entrambe  le escursioni sono riservate a speleologi esperti) quindi,  la straordinaria bellezza del Santuario della Madonna delle Armi (a 1100 m. di altezza).

Gole del Raganello – Civita: Percorrendo la strada che conduce a Castrovillari si incontra Civita, bellissimo paese di origine albanese, situato ai piedi del massiccio del Pollino, postogole 2 sopra un costone a precipizio sul torrente Raganello; qui il fiume ha scavato un profondo e spettacolare canyon con pareti rocciose a strapiombo che si avvicinano fin quasi  a formare una profonda fessura, versanti molto ripidi, impressionanti ambienti rupestri di suggestiva bellezza. Dall’altro versante della montagna l’abitato di Cerchiara, dal cui territorio è possibile accedere alle Gole attraversando percorsi di grande fascino.

Rafting sul fiume Lao: Il fiume Lao è sicuramente il fiume più importante del Parco Nazionale del Pollino. Nasce la Serra del Prete (2181 metri), una delle cime più alte del massiccio del Pollino, attraversa tutta l’omonima vallata per sfociare, dopo aver percorso 51 km, nel  Mar Tirreno in prossimità di Scalea. La flora presente lungo il corso d’acqua si compone di una splendida foresta alta e folta di ontani napoletani, salici e pioppi neri, ma anche carpini neri, roverella, ornelli e lecci che poi formano una densa macchia – assieme a lentischi e filliree -  sulle rocce calcaree rosate e compatte che costituiscono le pareti del canyon.

 

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